Riflessioni

IA e decisioni cliniche: chi deve avere l’ultima parola nella cura?

Il convegno del Master in Bioetica, Pluralismo e Consulenza Etica dell’Università di Torino ha affrontato il rapporto tra autorità epistemica, responsabilità umana e delega algoritmica nella medicina.

Chi decide quando l’intelligenza artificiale entra nel processo di cura? E fino a che punto un algoritmo può contribuire a una diagnosi o a una decisione clinica senza mettere in discussione l’autonomia del medico e del paziente? Sono alcune delle questioni al centro del convegno online Autorità epistemica, decisione e delega algoritmica nella clinica, organizzato il 26 settembre 2026 dal Master in Bioetica, Pluralismo e Consulenza Etica dell’Università di Torino.

L’incontro ha affrontato una delle questioni più rilevanti della bioetica contemporanea: il rapporto tra giudizio umano e intelligenza artificiale nella medicina. L’impiego di sistemi algoritmici nei processi di diagnosi, prognosi e decisione clinica sta infatti modificando il modo in cui vengono elaborate le informazioni e formulate le valutazioni sanitarie.

La capacità dell’intelligenza artificiale di analizzare grandi quantità di dati e individuare correlazioni difficilmente rilevabili attraverso i soli strumenti tradizionali apre nuove possibilità per la pratica medica. Ma l’efficienza tecnologica non esaurisce la questione. Affidare a un sistema automatizzato una parte del processo decisionale significa interrogarsi su chi detenga effettivamente l’autorità di decidere, su chi risponda delle conseguenze e su quali limiti debbano regolare questa delega.

Il confronto tra filosofia, teologia, diritto e deontologia medica ha permesso di collocare la questione oltre la dimensione strettamente tecnologica, evidenziando le implicazioni etiche e normative dell’introduzione dell’intelligenza artificiale nella relazione di cura.

La domanda, in definitiva, non riguarda soltanto quanto una macchina possa essere precisa, ma quale ruolo debba assumere all’interno di una decisione che coinvolge esseri umani. La medicina può beneficiare delle capacità dell’intelligenza artificiale, ma resta da definire il confine tra supporto tecnologico e delega della responsabilità.